FORMAZIONE SPECIFICA DEI LAVORATORI - RISCHIO ALTO

Il seguente corso riguarda la formazione specifica prevista dall'Accordo Stato Regioni del 2012 in merito  all'attuazione del D.Lgs. 81/08 che regolamenta gli aspetti di Sicurezza e Salute dei lavoratori, esposti ad un elevato rischio, negli ambienti di lavoro.

Premessa

Obiettivo del corso

Questo corso:

  • è obbligatorio; 
  • deve avere una durata non inferiore a 12 ore; 

 e si pone come obiettivo:

  • ottemperare agli obblighi di legge; 
  • trasmettere ai lavoratori una “cultura della sicurezza sul lavoro” specifica al settore in cui opera l'azienda.

Argomenti svolti

In questo corso vedremo i seguenti argomenti:

  • Cos'è il rischio;
  • Principali fonti di rischio;
  • Conseguenze del rischio.

Accordo Stato-Regioni

L’Accordo Stato-Regioni definisce i contenuti minimi e le modalità di formazione dei lavoratori.

Il percorso formativo per i lavoratori si articola in:

  1. formazione generale uguale per tutti i lavoratori (durata 4 ore); 
  2. formazione specifica per settori di rischio (durata: basso 4 ore, medio 8 ore, alto 12 ore); 
  3. formazione mirata per l’utilizzo di attrezzature e macchine; 
  4. aggiornamento periodico.

Ripasso del concetto di "rischio"

Per rischio si intende la “probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione”.

Il rischio è dato dalla combinazione di:

  • probabilità che si verifichi un certo evento 
  • danno che ne può derivare

Classificazione di rischio basso, medio, alto

Per saper la classe di rischio a cui appartiene un'azienda bisogna individuare il codice ATECO, ovvero un codice che identifica la tipologia di attività che questa svolge. Sulla base di questo codice le aziende sono suddivise in tre classi:

  • Rischio basso;
  • Rischio medio;
  • Rischio alto.

A seconda della classe un'azienda può essere, più o meno, esposta a diverse tipologie di rischi.

Principali fonti di rischio

  1. Incendio
  2. Elettrico
  3. Chimico
  4. Radiazioni elettromagnetiche
  5. Cadute
  6. Macchinari e Strumentazioni
  7. Videoterminali
  8. Movimentazione dei carichi
  9. Rumore
  10. Vibrazioni

Quant'è la durata di un corso di formazione specifica a rischio alto?

  • 4 ore
  • 8 ore
  • 12 ore

Non è obbligatorio avere la formazione specifica, basta solo la formazione generale?

  • Vero
  • Falso

Incendio, Elettrico, Chimico, Cadute, ecc... sono fonti di: ?

  • Infortunio;
  • Rischio;
  • Malattia professionale;

Rischio di incendio

Il triangolo del fuoco

Affinché si verifichi un incendio è necessari che si combinino tra di loro i tre elementi  che costituiscono il "triangolo del fuoco"; la mancanza anche di un solo elemento elimina il rischio che nasca un incendio.

I tre elementi sono:

  • Comburente (Ossigeno presente nell'aria);
  • Combustibile (Sostanza in grado di bruciare, per esempio la benzina);
  • Fonte d'innesco (Fonte di energia, per esempio una scintilla).

Curva di propagazione incendio

Questa curva rappresenta le quattro fasi di evoluzione di un incendio:

  • Fase 1: è la fase iniziale in cui si sviluppa l'incendio. Si può intervenire per spegnere le fiamme.
  • Fase 2: è la fase in cui l'incendio si propaga. Si può ancora intervenire per cercare di spegnere le fiamme.

Flash over: è il limite massimo entro cui si può provare a domare/spegnere l'incendio, superato questo livello nessuno può spegnere le fiamme.

  • Fase 3: è la fase in cui l'incendio è diventato di tipo generalizzato, ovvero la temperatura è così alta che nascono fiamme spontanee ovunque ci siano combustibile e comburente. Nessuno può intervenire.
  • Fase 4: è la fase di attenuazione dell'incendio, ovvero diminuisce fino a spegnersi da solo.

Le categorie di rischio



Vi sono diversi fattori che caratterizzano un rischio di incendio, a seconda di questi si determinano tre categorie:

Rischio BASSO :  luogo in cui sono presenti prodotti a basso tasso di infiammabilità e misure di primo intervento adeguate.

Rischio MEDIO : luogo in cui sono presenti sostanze infiammabili e condizioni favorevoli allo  sviluppo  di incendi con probabilità di propagazione limitata.

Rischio ALTO :  luogo in cui sono presenti sostanze infiammabili e condizioni favorevoli allo sviluppo di incendi con probabilità di propagazione elevata nonostante le misure di compartimentazione e primo intervento. 

Rientrano in questa categoria anche  le attività con elevato numero di persone presenti (scuole, ospedali, teatri, case di  riposo, ecc…)

Misure di prevenzione

Sono misure prese per ridurre la probabilità di accadimento di un incendio e possono essere individuate in:

  • Realizzazione di impianti a norma;
  • Collegamento di messa a terra di impianti, strutture, serbatoi, ecc;
  • Installazione di impianti parafulmine;
  • Dispositivi di sicurezza di impianti di distribuzione e di utilizzazione di sostanze infiammabili;
  • Ventilazione dei locali;
  • Utilizzazione di materiali incombustibili;
  • Adozione di pavimenti e attrezzature anti scintilla;
  • Segnaletica di sicurezza, riferita in particolare ai rischi presenti nell'ambiente di lavoro.

Gli addetti antincendio



Sono lavoratori, opportunamente addestrati e dotati delle attrezzature necessarie, in grado di affrontare le prime fasi dell'emergenza e del pronto intervento, in attesa dell'arrivo dei soccorsi esterni.

Le classi del fuoco

L’Incendio si classifica in funzione dei materiali oggetto della combustione:

  • Classe A: Materiali solidi, combustibili ed infiammabili come carta, tessuti, ecc. con produzione di braci;
  • Classe B: Materiali liquidi scarsamente infiammabili come oli, solventi, ecc. (basta un'azione soffocante);
  • Classe C: Prodotti gassosi altamente infiammabili come idrogeno, butano, ecc;
  • Classe D: Prodotti chimici spontaneamente infiammabili e reattivi all'acqua;
  • Classe E: Impianti elettrici ed apparecchiature sotto tensione.  


Verifiche estintori

Al fine di garantire un adeguato funzionamento dei presidi antincendio è opportuno eseguire i relativi controlli semestrali. 

Controlli estintore a polvere:

  • Stato dell'involucro;
  • Controllo esterno;
  • Controllo manometri e riduttori;
  • Stato polvere e setacciature;
  • Stato manichetta, ugello ed erogatore. 

Controlli estintore a CO2:

  • Stato dell'involucro;
  • Controllo esterno;
  • Pesatura estintore.


Affinché si sviluppi un incendio basta solamente combinare una fonte di energia (es: scintilla) con un combustibile (es: carta)?

  • Vero
  • Falso

Un estintore di classe A è adatto a spegnere fuochi causati da:

  • Metalli e leghe leggere;
  • Liquidi infiammabili;
  • Solidi con formazione di braci;
  • Gas infiammabili;

La verifica dei presidi antincendio (estintori) deve essere effettuata:

  • ogni 6 mesi;
  • ogni 12 mesi;
  • solo all'inizio per verificare il corretto funzionamento degli estintori;

Rischio elettrico

Cos'è e dove si verifica


Si intende la probabilità che si verifichi un evento dannoso a causa di contatto fisico con elementi sotto tensione.

Tale rischio si presenta in qualsiasi luogo ove sia presente una fonte di alimentazione elettrica.

Effetti del passaggio di correte

Per valutare la pericolosità della corrente occorre considerare i seguenti fattori:

  1. valore della corrente che attraversa il corpo umano;
  2. tempo per il quale il corpo umano è percorso da corrente;

In base a questi due fattori gli effetti del passaggio nel corpo umano possono determinare:

  • Tetanizzazione: blocco della muscolatura totale o parziale;
  • Fibrillazione ventricolare: moto scoordinato del muscolo cardiaco;
  • Ustione della cute: in forma più o meno grave;
  • Asfissia: per paralisi dei muscoli respiratori.


Lavori elettrici SOTTO TENSIONE in BT

Nei lavori sotto tensione in BT i rischi elettrici in cui si incorrere sono di due tipi:

ARCO ELETTRICO

Si intende i cortocircuiti dovuti a interposizione di attrezzi e/o materiale metallico, l'interruzione di carichi consistenti senza utilizzare apparecchi di manovra, ecc.

SHOCK ELETTRICO 

Si intende il mancato utilizzo o inadeguatezza di DPI e attrezzature, il mancato rispetto delle distanze di sicurezza da parti in tensione prossime.

N.B.

PRIMA DI DARE INIZIO AD UN LAVORO SOTTO TENSIONE IN BT E’ NECESSARIO ESEGUIRE UNA ACCURATA ANALISI DEI RISCHI PER VALUTARNE LA FATTIBILITÀ E LE PROCEDURE DA ADOTTARE.

Protezioni

Al fine di ridurre il rischio elettrico e salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma anche delle persone in generale esposte a un rischio elettrico, vi sono:

  • Gli interruttori differenziali;
  • I DPI. 

Interruttore differenziale

Rappresenta il principale apparecchio di protezione a sgancio automatico. La sua caratteristica è quella di rilevare la differenza di potenziale tra una fase del circuito e la messa a terra dell'impianto. Limitando in questo modo la cosiddetta dose di corrente Ampere che potrebbe attraversare il corpo umano. Il loro potere di interruzione agisce sia sulla corrente che sul tempo.

Dispositivi di Protezione Individuale

Per operare in un' area esposta a rischio elettrico bisogna prima assicurarsi che vi sia una doppia protezione isolante fornita dai DPI; bisogna, inoltre, verificare a vista e gonfiare i guanti isolanti, prima del loro impiego, per accertarsi che non vi siano lacerazioni.

Pronto soccorso

  • In caso di folgorazione è indispensabile la massima rapidità e precisione nel soccorso alla persona.
  • Il soccorritore deve adottare i criteri di sicurezza necessari ai fini della propria sicurezza ed incolumità (es: utilizzare una scopa o un bastone per staccare la persona dall'oggetto o apparecchio in tensione).

Cosa può causare la tetanizzazione?

  • L'inalazione di sostanze chimiche nocive per il corpo umano;
  • La caduta dall'alto (es: caduta da una scala);
  • Il passaggio di corrente attraverso il corpo umano;
  • Una lunga esposizione a vibrazioni;

Prima di operare su un dispositivo in tensione occorre analizzare i rischi per valutare la fattibilità e le procedure da adottare?

  • No, non è necessario.
  • Si, ma se l'azienda certifica che la zona è sicura non è necessario farlo.
  • Si, è sempre opportuno farlo.

Nel caso in cui una persona sia sotto tensione è opportuno intervenire rapidamente e in sicurezza, tramite l'utilizzo di un supporto (es: un bastone), per distaccarla dalla corrente?

  • Vero
  • Falso

Rischio chimico

Norme comportamentali


  • Leggere sempre le etichette sui contenitori, con particolare riferimento ai simboli di pericolo, alle frasi di rischio (frasi “R”) ed ai consigli di prudenza (frasi “S”) riportati;
  • Leggere le Schede Dati di Sicurezza (SDS) dei prodotti chimici;


  • Indossare sempre i Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) idonei;
  • Ricorrere all'utilizzo di dispositivi di protezione collettiva (cappe, aspirazioni localizzate, schermi ecc.) quando necessario e comunque il loro uso è sempre prioritario rispetto i DPI.

Scheda Dati di Sicurezza

La scheda di sicurezza è prevista dal D. Lgs. 03/02/1997 n° 52 ed è regolamentata in dettaglio dal D.M. 7/09/2002.

Essa  deve comportare le seguenti 16 voci obbligatorie:

  1. Identificazione della sostanza/preparato e della società/impresa
  2. Composizione/informazione sugli ingredienti
  3. Identificazione dei pericoli
  4. Interventi di primo soccorso
  5. Misure antincendio
  6. Provvedimenti in caso di dispersione accidentale
  7. Manipolazione ed immagazzinamento
  8. Protezione personale/controllo dell'esposizione
  9. Proprietà fisiche e chimiche
  10. Stabilità e reattività
  11. Informazioni tossicologiche
  12. Informazioni ecologiche
  13. Osservazioni sullo smaltimento
  14. Informazioni sul trasporto
  15. Informazioni sulla normativa
  16. Altre informazioni

Valutazione del rischio

Nel valutare il rischio chimico a cui è esposto un lavoratore si tiene conto di: 

  1. Caratteristiche delle lavorazioni 
  2. Loro durata e frequenza 
  3. Quantitativi prodotti/utilizzati 
  4. Stato di aggregazione degli agenti      cancerogeni/mutageni 
  5. Capacita di penetrazione nell'organismo per 
  • Via cutanea 
  • Via inalatoria
  • Via digestiva

Per ridurre il rischio chimico non è necessario leggere la Scheda Dati di Sicurezza, ma basta solamente indossare i DPI?

  • Vero
  • Falso

La lettura della Scheda  Dati di Sicurezza aiuta ad individuare i DPI idonei allo svolgimento di una determinata mansione?

  • Vero
  • Falso

Quante devono essere le voci standard di una Scheda Dati di Sicurezza?

  • 12
  • 14
  • 16
  • 18

Rischio di radiazioni elettromagnetiche

Tipologia di radiazioni

Radiazioni ionizzate

Le radiazioni ionizzanti sono radiazioni dotate di sufficiente energia da ionizzare gli atomi o le molecole con i quali vengono a interagire.

  • isotopi radioattivi (sorgenti non sigillate);
  • macchine radiogene (raggi X, raggi gamma);
  • sorgenti sigillate (ad es. 63Ni per gascromatografi per analisi).

Radiazioni non ionizzate

Si riferiscono a qualunque tipo di radiazione elettromagnetica che non trasporta sufficiente energia per ionizzare atomi o molecole, ovvero per rimuovere completamente un elettrone da un atomo o molecola.

  • radiazioni UV;
  • ultrasuoni;
  • laser;
  • campi magnetici ed elettromagnetici.

Radiazioni elettromagnetiche



I campi elettromagnetici possono essere di origine naturale, come il campo magnetico terrestre o quelli generati da  un fulmine.



Tuttavia, la massiccia penetrazione dell'elettronica in tutti i settori tecnologici e la maggior richiesta di energia elettrica, fanno si che l'uomo si trovi quotidianamente immerso in campi elettromagnetici.

Le radiazioni elettromagnetiche sono radiazioni di tipo: ?

  • Ionizzate
  • Non ionizzate

L'utilizzo di dispositivi elettronici riduce il rischio da radiazioni elettromagnetiche?

  • Vero
  • Falso

I campi elettromagnetici sono generati esclusivamente da dispositivi elettronici?

  • Vero
  • Falso

Rischio cadute

Cadute dall'alto


Per lavoro in quota si intende l’attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad un altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile.

Provvedimenti

Le cadute di persone dall'alto sono in progressiva diminuzione da qualche anno a questa parte.

Sono però ancora uno dei tipi d’infortunio più frequenti e più gravi.

Poiché sono note da tempo le misure tecniche ed organizzative capaci di impedirle, le cadute di persone dall'alto rappresentano un tipico e preoccupante esempio di “evento sentinella”.



L'utilizzo di funi ben ancorate alla struttura, in buon stato di conservazione e un’adeguata imbragatura di sostegno collegata alla propria fune di sicurezza impedisce la caduta dall'alto.

Statistiche

Si sono esaminate 389 cadute di persone dall'alto (276 mortali e 113 con esiti gravi) verificatesi in 22 diversi settori lavorativi, anche se oltre la metà di esse si è concentrata in un unico settore: quello delle costruzioni.

  • Il 91% delle cadute mortali e l’ 87% di quelle con esito grave sono avvenute in aziende di piccole dimensioni (fino a 9 addetti).
  • I lavoratori stranieri sono risultati un po’ meno rappresentati di quanto non sia accaduto nell’insieme di tutti i tipi di infortuni.
  • Spesso gli infortunati sono risultati gli stessi titolari d’impresa (26% di tutte le cadute mortali).
  • Valori consistenti si sono osservati anche per i lavoratori “ufficialmente irregolari” e per i pensionati (rispettivamente 5% e 4.6% di tutte le cadute mortali).


Un problema che merita più attenzione: l' età degli infortunati.

Il 21% di tutte le cadute mortali sono accadute ad ultrasessantenni (65 anni e oltre) ed il 12.5% a persone con più di 64 anni.

Si considera caduta dall'alto quando questa avviene da un'altezza superiore a 5 metri?

  • Vero
  • Falso

Al fine di ridurre il rischio di cadute è opportuno che un lavoratore:

  • Presti attenzione durante lo svolgimento dell'attività lavorativa.
  • Non superi un'altezza di 2 metri da terra.
  • Utilizzi funi in buon stato, ben ancorate e un’adeguata imbragatura di sostegno collegata alla propria fune di sicurezza.

Statisticamente la maggior parte delle cadute mortali sono accadute in un età compresa:

  • tra i 18 e 30 anni;
  • tra i 30 e 50 anni;
  • oltre i 60 anni;

Rischio da macchinari ed attrezzature

Regole da seguire

Al fine di ridurre i rischi associati alle macchine vi sono dei regolamenti da seguire. Esse devono:

  • Essere installate in conformità alle istruzioni del fabbricante ed essere utilizzate correttamente;
  • Essere oggetto di idonea manutenzione e corredate da apposite istruzioni d'uso;
  • Essere disposte in maniera da favorire 

    (tenendo conto anche degli elementi mobili) il 

    carico o l'estrazione, in sicurezza, delle sostanze utilizzate o prodotte.

Marcatura CE

La dichiarazione CE di conformità deve contenere i seguenti elementi:

  • nome e indirizzo del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella comunità;
  • descrizione della macchina;
  • tutte le disposizioni pertinenti alle quali la macchina è conforme;
  • informazioni sull'organismo notificato coinvolto;
  • riferimento alle norme armonizzate;
  • eventualmente, norme e specificazioni tecniche nazionali applicate;
  • identificazione del firmatario che ha  la delega del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella comunità;

Ogni macchina deve recare, in modo leggibile e indelebile, almeno le seguenti indicazioni:

  • nome del fabbricante e suo indirizzo;
  • la marcatura CE;
  • designazione della serie o del tipo;
  • eventuale numero di serie;
  • l'anno di costruzione.

Al fine di ridurre i rischi le macchine devo ricevere un'idonea manutenzione?

  • Si, è opportuno fare manutenzione ai macchinari.
  • No, non è necessaria.
  • Non è necessaria se le macchine vengono utilizzate correttamente.

La marcatura CE conforme attesta che il prodotto è stato realizzato secondo le direttive comunitarie europee?

  • Vero
  • Falso

E' necessario che la macchina riporti la marcatura CE?

  • No, non è necessario.
  • Si, è necessario.
  • E' facoltativo se le macchine sono vendute all'interno della Comunità Europea.

Rischio da videoterminali

Disturbi da VDT

Si definisce "addetto al VDT", un lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminale (VDT) in modo sistematico o abituale per venti ore settimanali dedotte le pause e le interruzioni.



I principali disturbi fisici legati all'utilizzo di VDT riguardano principalmente l'apparato visivo e muscoloscheletrico.

Rischi VDT

Il D.Lgs 81/08 definisce i principali adempimenti in ordine alla valutazione dei rischi per :

Occhi e vista   

  • eccesso o insufficienza di illuminazione ambientale;
  • luce diretta sui VDT (sia artificiale, sia naturale).

Problemi di postura e affaticamento fisico e mentale

  • postazioni inadeguate;
  • posizioni e tempi prolungati;
  • mobbing;
  • stress;
  • rapporto conflittuale uomo-macchina;
  • complessità della  mansione.


Condizioni ergonomiche ambientali

  • microclima;
  • temperatura;
  • umidità;

Disturbi oculo-visivi

Una visione statica, ravvicinata e protratta a oggetti che distano dagli occhi a meno di un metro, causa un forte affaticamento dei muscoli oculari

I principali sintomi che delineano tale affaticamento sono:

  • bruciore;
  • lacrimazione;
  • secchezza;
  • senso di corpo estraneo;
  • ammiccamento frequente;
  • fastidio alla luce;
  • pesantezza;
  • visione annebbiata o sdoppiata;
  • stanchezza alla lettura;

Sono causa di disturbi visivi anche:

  • Condizioni sfavorevoli di illuminazione;
  • Difetti visivi non corretti o mal corretti;
  • Condizioni ambientali sfavorevoli.

Condizioni sfavorevoli di illuminazione

  • Eccesso o insufficienza di illuminazione generale;
  • Presenza di riflessi da superfici lucide;
  • Luce diretta proveniente da finestre o fonti artificiali;
  • Scarsa definizione dei caratteri sullo schermo.

Condizioni ambientali sfavorevoli

Inquinamento dell’aria interna: 

  • condizionatori poco efficienti;
  • fumo;
  • polveri;
  • fotocopiatrici;

Secchezza dell’aria.

Disturbi muscolo-scheletrici


I principali disturbi muscolo-scheletrici: 

  • Senso di peso o di fastidio;
  • Dolore e intorpidimento;
  • Rigidità a: collo, schiena, spalle, braccia, mani.


Le principali cause:

  • Posizioni di lavoro inadeguate per l’errata scelta e disposizione degli arredi e del VDT
  • Posizioni di lavoro fisse e mantenute per tempi prolungati anche in presenza di posti di lavoro ben strutturati
  • Movimenti rapidi e ripetitivi delle mani: digitazione o uso del mouse per lunghi periodi.

Stress correlato


Lo stress correlato si determina quando la capacità di una persona non sono adeguate rispetto al tipo e al livello delle richieste lavorative. Il tipo di reazione ad una data situazione dipende anche dalla personalità: lo stesso lavoro può risultare soddisfacente, monotono o complesso a persone diverse.

 

Le principali cause:

  • Il rapporto conflittuale uomo-macchina;
  • Il contenuto e la complessità del lavoro;
  • Il carico di lavoro;
  • Responsabilità;
  • Rapporti con colleghi o superiori;
  • Fattori ambientali.

I disturbi di tipo psicosomatico:

  • Mal di testa;
  • Tensione nervosa;
  • Irritabilità;
  • Stanchezza eccessiva;
  • Insonnia;
  • Digestione difficile;
  • Ansia;
  • Depressione.

La postazione VDT



Le postazioni di lavoro al VDT devono essere posizionate in modo che lo schermo si trovi a 90° rispetto alle finestre ; in questo modo non si hanno riflessi e non si è abbagliati dalla luce esterna. Esse inoltre andrebbero messe almeno a 1 m dalle finestre, che dovrebbero essere schermate con tende o veneziane.

Lo schermo deve essere posizionato in modo da garantire una distanza visiva ottimale di 50-70 cm ed in modo che il suo punto più alto sia allo stesso livello o un po' più basso rispetto all'altezza degli occhi dell'operatore.

La tastiera andrebbe posizionata in modo da lasciare uno spazio antistante verso il bordo del piano di lavoro, su cui poter appoggiare gli avambracci per evitare l'affaticamento statico dei muscoli delle spalle.

L'unità video (o monitor) deve essere situata su un supporto autonomo stabile ed orientabile nello spazio in tutte le direzioni.

Essa deve garantire la possibilità di regolare il contrasto e la luminosità dei caratteri.

Questi ultimi devono essere ben definiti e leggibili. Le immagini devono essere stabili.

I requisiti che il sedile di una postazione di lavoro deve avere sono:

  • regolabilità in altezza;
  • regolabilità dello schienale in altezza e inclinazione;
  • basamento antiribaltamento a 5 razze;
  • comandi di regolazione accessibili mantenendo la posizione assisa, maneggevoli e rispondenti;
  • schienale medio-alto con supporto lombare;
  • piano del sedile arrotondato anteriore;
  • spessa imbottitura semirigida;
  • rivestimento traspirante

Un lavoratore si definisce "addetto al VDT" quando lavora davanti a un videoterminale per almeno:

  • 10 ore settimanali;
  • 15 ore settimanali;
  • 20 ore settimanali;

Per vedere meglio lo schermo di un VDT è importante illuminarlo con una luce diretta proveniente da lampade o finestre?

  • Vero
  • Falso

A quale di questi rischi è maggiormente esposto un addetto al VDT?

  • Rischio elettrico
  • Rischio da radiazioni
  • Rischio da stress

Rischio da movimentazione manuale dei carichi

Fattori incidenti

Per una corretta movimentazione manuale dei carichi (MMC) occorre prendere in considerazione:

  • il peso;
  • il volume;
  • il tipo di forma;
  • il tipo di presa;
  • lo spostamento.

Metodo di azione

Se il carico è pesante, per evitare di farsi male, è necessario seguire la seguente procedura:

  1. posizionarsi il più vicino possibile al carico, di fronte alla direzione di spostamento, con i piedi leggermente divaricati;
  2. flettere le gambe e non la schiena;
  3. afferrare il carico con una presa sicura, facendo molta attenzione a mantenere la schiena dritta;
  4. portare il carico verso se stessi e sollevarsi distendendo le gambe;


Se il carico è troppo pesante, ingombrante o di scarsa manovrabilità dev'essere movimentato da due persone, i cui movimenti devono essere coordinati ed eseguiti contemporaneamente per evitare che una delle due compia uno sforzo eccessivo.

Se la mansione comporta la movimentazione di carichi e pesi sostenuti, il datore di lavoro mette a disposizione del lavoratore adeguate attrezzature (es: carrelli, muletti, ecc.).


N.B. Gli addetti all'uso specifico di tali attrezzature devono ricevere un' adeguata e specifica formazione e relativo addestramento.

Per movimentare un carico occorre tener conto solamente del peso?

  • Vero
  • Falso

Per movimentare un carico è sempre necessario piegare le gambe e tenere la schiena dritta?

  • Si, è sempre necessario.
  • No, non è necessario.
  • No, dipende dal peso del carico da movimentare.

Gli addetti che utilizzano attrezzature per la movimentazione di carichi elevati devono ricevere un'adeguata e specifica formazione e relativo addestramento?

  • Vero
  • Falso

Rischio da rumore

Prevenzione

Al fine di salvaguardare l'apparato uditivo è obbligatorio:

  • Informare e formare i lavoratori;
  • Effettuare i controlli sanitari preventivi e periodici, presso il medico competente;
  • Consegnare gli adeguati dispositivi di protezione individuali;
  • Indossare i DPI su precise indicazioni del medico competente.  

L'esposizione assidua e prolungata al rumore è causa di malattie professionali che tendenzialmente non si manifestano subito, ma dopo diversi anni di attività.

E' obbligatorio che tutti i lavoratori indossino i DPI contro il rischio di rumore?

  • Si, è obbligatorio per tutti.
  • No, non è obbligatorio per nessuno.
  • No, è obbligatorio solo per quei lavoratori che ne ricevono la prescrizione dal medico competente.

E' importante indossare i DPI da rumore anche se questo non è fastidioso?

  • Si
  • No

Il rumore, se sopportabile, non causa danni all'apparato uditivo?

  • Vero
  • Falso

Rischio da vibrazioni

Disposizioni

Il rischio da vibrazioni, anche se può apparire meno dannoso, non è sottovalutare poichè un'esposizione assidua e prolungata a lungo termine può causare danni irreparabili; per tale motivo sussiste l'obbligo, da parte dei datori di lavoro, di valutare il rischio da esposizione a vibrazioni dei lavoratori durante l'attività lavorativa.  

Sia nel caso dell'esposizione del sistema mano-braccio che nel caso dell'esposizione del corpo intero, non esistono DPI anti-vibrazioni  in grado di proteggere i lavoratori adeguatamente e riportare comunque i livelli di esposizione del lavoratore al di sotto dei valori limite fissati dal Decreto.

Poiché i DPI anti-vibrazione non sono in grado di proteggere adeguatamente, i lavoratori il Datore di Lavoro non sono obbligati a fornirli?

  • Si, è sempre obbligatorio fornire i DPI ai lavoratori.
  • No, non è obbligatorio fornire i DPI ai lavoratori.
  • E' a discrezione del Datore di Lavoro fornire i DPI ai lavoratori.

I DPI anti-vibrazioni sono in grado di proteggere i lavoratori adeguatamente facendo rispettare i valori fissati dal Decreto?

  • Vero
  • Falso

TEST DI APPRENDIMENTO

1. Quali tra questi problemi non è legato all'uso del videoterminale?

  • Difficoltà di concentrazione;
  • Stress;
  • Disturbi muscolo-scheletrici;

2. Quale è il decreto di riferimento che riguarda la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro?

  • D. L.vo 626/94;
  • D. L.vo 81/08;
  • D. L.vo 494/96;

3. Di che colore sono i cartelli indicanti i segnali di avvertimento o di pericolo?

  • rosso;
  • verde;
  • giallo;

4. Il lavoro al videoterminale:

  • può causare esclusivamente infortuni;
  • può causare esclusivamente malattie professionali;
  • può causare quasi esclusivamente malattie professionali;

5. Cosa si intende per stress lavoro correlato?

  • Qualunque manifestazione di stress che avvenga durante l’orario o nel luogo di lavoro;
  • lo stress causato da fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro;
  • lo stress correlato fra il lavoro e la vita privata;

6. Cosa è il comburente:

  • una sostanza che insieme al combustibile può alimentare una combustione (in genere ossigeno);
  • una sostanza che insieme al combustibile può alimentare una combustione (in genere carta, legno, stoffa, plastica, ecc…);
  • una sostanza che si usa per spegnere l’incendio ( acqua, schiuma, polvere);

7. Quali fra le seguenti condizioni di sollevamento di un carico, ritieni più idonea per la colonna? Sollevare un carico con:

  • ginocchia dritte, carico vicino al corpo e schiena fissa;
  • ginocchia dritte, carico lontano dal corpo e schiena flessa;
  • ginocchia flesse, schiena dritta e carico accostato al corpo;

8. Quale tra questi è il principale effetto dell’esposizione a rumore sull'uomo:

  • da temporanea fino alla totale perdita dell’udito;
  • mal di testa e irritabilità;
  • perdita dell’equilibrio e stanchezza;

9. Quali sono gli strumenti che permettono di identificare un prodotto chimico?

  • lo si identifica annusandolo;
  • lo si intuisce facilmente dal nome commerciale;
  • lo si identifica attraverso la lettura dell’etichetta e della scheda di sicurezza;

10. Il danno causato dalle vibrazioni mano-braccio:

  • è minore di quello causato dalle vibrazioni corpo intero;
  • è causato dall'uso troppo prolungato di apparecchi a percussione;
  • provoca effetti facilmente reversibili sull'uomo;

11. I Dispositivi di Protezione Individuali:

  • devono essere acquistati dal lavoratore;
  • sono forniti dal Datore di Lavoro;
  • il 50% del costo è a carico del lavoratore;

12. Affinché un incendio si verifichi è necessario che ci sia:

  • il combustibile, il comburente e il calore;
  • un innesco;
  • combustibile, il comburente, il calore e l'innesco;

13. Quali tra questi materiali non è considerato un Dispositivo di Protezione Individuale?

  • le scarpe antinfortunistiche;
  • il caschetto paracolpi;
  • gli occhiali da vista;

14. Fra le sostanze estinguenti l'acqua risulta essere adatta a spegnere incendi di:

  • qualsiasi natura;
  • combustibili solidi;
  • parti in tensione;

15. Quali di queste patologie può essere causata da una prolungata attività di MMC

  • sciatalgia;
  • ernia a disco;
  • artrite;