Tecnostress

Con la parola inglese tecnostress coniata nel 1984 da Craig Brod, si intende lo stress indotto nell'utilizzatore di nuove tecnologie (soprattutto informatiche), per il malfunzionamento delle stesse. Gli effetti collaterali che induce sono ansia, insonnia e mal di testa. In Italia tale termine è passata agli onori della cronaca, durante la fine del 2006, grazie al procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello, che, in seguito agli esposti di alcuni dipendenti di un call center torinese, ha avviato le indagini per verificare se possa essere riconosciuta come una nuova malattia professionale. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

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Oggi respiro senza tecnostress

 

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APPROFONDIMENTI

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La "Voce della Russia" pubblica un ampio servizio sul rischio di internet addiction disorder. [26.05.2013] NETDIPENDENZA.IT

I social network ci trasformano in zombie che ventiquattroore su ventiquattro cercano il cibo sintetico per la mente e per il cuore, e non si saziano mai. Gli scienziati non drammatizzano la situazione, ma invitano a prestare attenzione a questo problema inquietante. Si tratta di un nuovo malanno. Il suo nome Neurosi inquietante da social network. La sua comparsa dovuta al boom di internet.

Per ora gli scienziati non si azzardano a definirla una disfunzione psichica, ma non ci sono dubbi che si tratta di una seria dipendenza. Olga Serebrovskaya, psicologo, afferma:

Non e' un tipo di disfunzione psichica. Qualcuno diventa dipendente, qualcun altro - no. La gente in generale e' predisposta per le dipendenze: da alcol, da tabagismo. Esiste un determinato tipo dindividuo (si chiama proprio cos dipendente), il quale comunque sar soggetto a questa o quella dipendenza. Oggi pu essere anche la dipendenza da social network. E una delle varianti della patologia dellindividuo. Trattandosi di una patologia di confine, deve essere curata soltanto nei casi pi gravi nella concezione farmacologica. Nei casi comuni sufficiente psicoterapia. Di solito per luomo non propenso per una tale cura. Perci nei rapporti virtuali nei social network riceve ci che cerca nei rapporti normali, ma in un modo assai piu' facile.

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Daltronde il progresso non pu essere fermato. E i network sociali (e, pi ampiamente, Internet in s) non sono per niente le sue peggiori conquiste. Come tutte le conquiste per bisogna imparare a gestirle. Una pistola e un computer connesso a Internet non uccidono da soli tutto dipende da un individuo specifico. Parla Anton Merkurov, esperto dei new media dellInstitute for State Ideologies (Gran Bretagna): I social network e' un nuovo fenomeno accessibile grazie alle possibilit mediatiche uniche nel loro genere e diffusione tramite Internet. Da un lato un semplice strumento di comunicazione. Parzialmente piu' comodo rispetto al telefono e a una lettera cartacea. Dall'altro ci risucchia. E, quindi, bisogna trovare un equilibrio. Ogni persona ha un suo equilibrio. Lumanit ha un'esperienza troppo limitata della vita nei social network. Non si capisce fino in fondo. In ogni caso per innanzitutto uno strumento utile. In che modo ci si dispone ognuno decide per se stesso. Esistono molte cose piacevoli oltre a scrivere nei social network, leggere e usarli.

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Gi qualche anno fa ne' giornalisti ne' scienziati erano propensi a credere che sia possibile una dipendenza da Internet. Molti di loro ridicolizzavano questa idea. L'argomentazione appunto tendeva ad affermare che la rete globale e' una cosa utile con l'aiuto della quale e' comodo effettuare comunicazioni, cercare e trovare informazioni. Anche oggi il paragone di Internet a droga a molti sembra pretestuoso. Se dovessimo riconoscere come tale, ad esempio, la televisione moderna (nella quale il popolino si immerso completamente da qualche tempo e non vuole emergere, e ci palesemente dipendenza patologica), allora perch nei riguardi della Rete globale noi dobbiamo evitare simili conclusioni? Gli esperti definiscono queste patologie non-chimiche (comportamentali), basate sulleccessiva interazione tra luomo e a macchina. La visione dei programmi televisivi una dipendenza passiva, mentre uneccessiva infatuazione dei videogiochi una dipendenza attiva. Evidentemente dipendenza da Internet si trova da qualche parte di mezzo. Olga Serebrovskaya, psicologo, afferma: Penso che la gente cerchi nel mondo virtuale ci che non riesce a trovare in quello reale. C'e' una vasta gamma delle cause: fuga dalla solitudine, riempimento del tempo libero, e almeno creazione di unillusione di essere richiesti. Laltro aspetto che la comunicazione nei network pi facile. E meno esigente nei confronti di una persona. Nel mondo reale, per poter comunicare, bisogna avere un bellaspetto, sorridere, corrispondere agli altri standard, ci vuole pi onest. Perci nel caso di comunicare a tu per tu, ci sono pi possibilit di smascherare insincerita'. In questo caso un grande ruolo appartiene allespressione del viso e allintonazione.

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Gi qualche anno fa ne' giornalisti ne' scienziati erano propensi a credere che sia possibile una dipendenza da Internet. Molti di loro ridicolizzavano questa idea. L'argomentazione appunto tendeva ad affermare che la rete globale e' una cosa utile con l'aiuto della quale e' comodo effettuare comunicazioni, cercare e trovare informazioni. Anche oggi il paragone di Internet a droga a molti sembra pretestuoso. Se dovessimo riconoscere come tale, ad esempio, la televisione moderna (nella quale il popolino si immerso completamente da qualche tempo e non vuole emergere, e ci palesemente dipendenza patologica), allora perch nei riguardi della Rete globale noi dobbiamo evitare simili conclusioni? Gli esperti definiscono queste patologie non-chimiche (comportamentali), basate sulleccessiva interazione tra luomo e a macchina. La visione dei programmi televisivi una dipendenza passiva, mentre uneccessiva infatuazione dei videogiochi una dipendenza attiva. Evidentemente dipendenza da Internet si trova da qualche parte di mezzo. Olga Serebrovskaya, psicologo, afferma: Penso che la gente cerchi nel mondo virtuale ci che non riesce a trovare in quello reale. C'e' una vasta gamma delle cause: fuga dalla solitudine, riempimento del tempo libero, e almeno creazione di unillusione di essere richiesti. Laltro aspetto che la comunicazione nei network pi facile. E meno esigente nei confronti di una persona. Nel mondo reale, per poter comunicare, bisogna avere un bellaspetto, sorridere, corrispondere agli altri standard, ci vuole pi onest. Perci nel caso di comunicare a tu per tu, ci sono pi possibilit di smascherare insincerita'. In questo caso un grande ruolo appartiene allespressione del viso e allintonazione.

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Il pioniere delle ricerche nel campo della psicologia di Internet, uno dei piu' autorevoli specialisti in questo settore e, in particolare, nel problema della dipendenza da Internet, l'americano John Suler, costata il fatto che per alcune persone effettivamente tipica la dipendenza patologica dai computer e da cyber-spazio. Secondo il suo parere, attualmente sono in corso le polemiche molto importanti: se si tratta di una nuova malattia psichica o se si tratta di una modifica di qualcosa di vecchio? Il dottor Kimberly Young, professore di psicologia dellUniversit di Pittsburgh a Bratford, l'autore del libro Caught in the Net (Catturati in rete), fa notare che, da psichiatri praticanti arrivano sempre pi spesso i dati sullaumento del numero dei pazienti le principali lamentele dei quali riguardano linfluenza di Internet. Il dottore trae le conclusioni che le questioni di supporto e di sviluppo delle tecnologie internet, in precedenza esaminate soltanto nel contesto delluso utilitaristico, devono essere esaminate nel riguardo della salute psicologica della popolazione.

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Bisogna elaborare programmi di prevenzione, centri di riabilitazione e gruppi di sostegno. Nuovi campi di ricerca devono includere lo sviluppo degli strumenti diagnostici standard per individuare le persone cyber-dipendenti e valutare il loro stato per capire in futuro il ruolo dinterazione e influenza di Internet su altre abitudini radicate (ad esempio, alcolismo, giochi dazzardo, complessi sessuali) e stati psichici (ad esempio, depressione, disfunzioni depressivo-maniacali, riduzione della stabilit di concentrazione). La questione dove passa il limite oltre il quale inizia la malattia psichica, ritiene la psicologa Olga Serebrovskaya: Il limite puo' essere stabilito soltanto dopo aver valutato la vita della persona prima della sua immersione nei social network, e dopo. Se noi vediamo notevoli cambiamenti, se vediamo le relazioni nei social network estromettono completamente ogni altra attivit allora possiamo parlare che il limite tra la norma e la patologia gi stato superato. La persona smette di relazionarsi in modo tradizionale, smette di dedicare tempo al proprio sviluppo, allarricchimento della propria conoscenza, alla lettura dei libri. Le relazioni virtuali occupano oltre il 50 % della vita. Gli specialisti evidenziano cinque principali sottotipi della diagnosi principale dipendenza da Internet, che caratterizzano lassuefazione di una persona: cyber-sesso, conoscenze virtuali, assuefazione alle quotazioni borsistiche online e ai giochi dazzardo, surfing molesto e, infine, uno dei casi pi diffusi, assuefazione ai giochi computeristici.

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Se avete notato in voi almeno uno dei sintomi sopraindicati giunta lora di riflettere sul proprio stato di salute psichica. Per una cura coronata da successo, necessario che la persona si renda conto che malata, dopo di ci inizia una vera e propria cura. E interessante che, secondo il parere dei medici, alla base di tutte queste patologie ci sia il complesso dinferiorit. Cosicch ne vale la pena prima di scavare dentro se stessi. Del resto, ci non mai superfluo. Michael Fenichel, famoso ricercatore americano, ritiene che la dipendenza da Internet comprende numerosi significati. Dipende dal contesto. Ad esempio, se qualcuno non capace di abbandonare la propria abitazione e tuttavia trova amici, usa le informazioni e in generale attivo, allora per lui la possibilit di partecipare ai social network come se fosse un dono dal cielo, e perci si conserva, naturalmente, un atteggiamento positivo verso il mezzo che permette di migliorare la sua vita. Questo un paradigma puramente comportamentale lesperienza positiva serve a sostenere alcuni specifici tipi di comportamento e, rispettivamente, il comportamento di questo genere continua, fa notare Michael Fenichel.

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Il suo collega Steven Stern dellUniversit di Johnstown (USA) ammette che tutto dipende dalla moda. Oggi Internet un mezzo altrettanto onnipenetrante alla pari del telefono e della televisione per le generazioni precedenti. La tecnologia, per la sua stessa definizione, ammette la possibilita' di eseguire qualcosa, cio' che altrimenti, senza ricorrere alle tecnologie speciali sarebbe stato impossibile o difficile; inoltre molto spesso vi si aggiunge la prospettiva di farlo nel modo migliore e pi efficiente. Anche se con laiuto delle tecnologie diventa pi facile per noi produrre buoni oggetti e in quantit maggiori, anche se le tecnologie di trasporto permettono di spostarci in modo pi efficiente, e le tecnologie di comunicazione di relazionarci ma, purtroppo, le stesse tecnologie allargano le nostre capacit di compiere azioni inadeguate e autodistruttive, rivolte verso noi stessi o verso le altre persone. Tuttavia non bisogna dimenticare che quasi tutto ci che oggi Internet facilita con successo, era stato del tutto accessibile molto prima dellinvenzione di computer. Tutto ci sar per noi accessibile come prima molti anni dopo che i computer saranno fuori moda

FONTE: La Voce della Russia

QUIZ

DOMANDA 1 : Mare o montagna?

  • Montagna
  • Mare

DOMANDA 3 : Seleziona 1 e 2

  • 1
  • 2
  • 3

DOMANDA 2 : Dov'รจ il naso?

DOMANDA 4 : unisci quelle che hanno qualcosa in comune

  • gatto
    gatto
  • cane
    cane